Perché non ha più senso parlare di digitale


Con quanti idioti ti devi confrontare prima di capire che Twitter non fa per te?

Parola di Tim Martin, fondatore della catena inglese di pub Wetherspoon, che lo scorso 16 aprile ha annunciato l’abbandono dei canali social aziendali. (https://bit.ly/2mRuQwP)

Ottimo spunto perché, come ci ricorda #RobertoFedi, i social media sembrano essere diventati ormai uno dei casi di common nonsense: le aziende pare non possano più prosperare senza un’attiva presenza sulle reti sociali per irradiare contenuti di marca, creare comunità e acquisire nuovi clienti (https://bit.ly/2OqjKeD).

Decisione coraggiosa che va interpretata anche alla luce dell’utilizzo talvolta nonsese dei canali social e non integrato in una strategia di marketing e di posizionamento e/o di servizio.

Senza entrare nel merito, ci sono spunti di riflessione importanti che aziende o organizzazioni sono chiamate ad affrontare:

Ha ancora senso parlare di online e offline? Ikea ha lanciato il suo armadietto Locker: prenoti online e ritiri la merce nell’armadietto, disponibile h24. (https://bit.ly/2NPm91q)

Report “Sprout Social” (https://bit.ly/2sFScIU) ci ricorda come la gente passi il tempo sui social soprattutto per interagire con familiari e amici. E le aziende? sono ospiti a cena? a quale prezzo?

“I always smile when agencies claim they are doing digital. Honestly, maybe that was good in 2010, but in 2017 they should claim they just do marketing. We need to stop talking about digital – it’s all part of marketing.”

Così, Stéphane Bérubé, responsabile marketing L’Oreal (https://bit.ly/2yAtYRg): perché si è smesso di parlare di marketing?

https://www.econopoly.ilsole24ore.com/…/wetherspoon-pub-s…/

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