Per eccellere dobbiamo somigliare di più ai contadini

Quando con gli anni ero ancora nella verde etade, spesso mi recavo nell’orticello della nonna alla quale altrettanto spesso chiedevo come mai da quella terra,curata e lavorate per ore, non uscisse nulla. Per dispiacere, per affetto, per giustizia: perché la terra non dava i frutti, nonostante la sveglia alle cinque del mattino della nonna ed ore ed ore di lavoro?

La risposta era ed è spiazzante nella sua semplicità. Mia nonna, pur a digiuno dei concetti di strategia, di leadership, Sun Tzu e similari, aveva dato via ad un processo facendo leva sul potenziale della situazione.

E’ il momento in cui la saggezza incontra la strategia, è l’agire senza agire di tradizione cinese e che si traduce nella efficacia più totale.

“Non si può forzare la pianta a crescere, non si deve nemmeno trascurarla, ma, liberandola da ciò che potrebbe intralciare il suo sviluppo, bisogna lasciarla spuntare”.

Rifuggiando dalla logica del tutto e subito, quella scena dimostra come il successo dipenda dall’esecuzione di piccoli gesti e discipline quotidianeche, ripetute nel tempo, garantiscono il pieno dispiegarsi degli effetti sperati. 

Chiunque può eccellere se, in maniera ardimentosa e costante, si dedica a fare le giuste azioni. Un pò come fa il contadino. “I semi vengono piantati. La coltivazione viene irrigata ed il suolo fertilizzato. Sembra che non stia facendo nulla. Eppure il contadino non si arrende. Non si precipita nel campo e non inizia a scavare per trovare le verdure.

Il contadino è paziente e si fida del processo: capisce che attraverso i suoi sforzi quotidiani il raccolto arriverà. E poi, un giorno, quasi dal nulla, arriva davvero”.

Dalla natura una lezione di leadership personale.

E non è il pay off di una campagna pubblicitaria ma la fonte di motivazione più grande a cui ciascuno può attingere (per altro in maniera gratuita): fare niente di meno del proprio meglio in qualsiasi ambito, non solo professionale, porta a ricompense che vanno al di là delle proprie capacità di vederle qui ed ora.

Più si è padroni del proprio potere di compiere scelte, più importanti diventeranno le scelte e più ricche saranno le ricompense.

Quello che solitamente viene definito “colpo di fortuna”, altro non è che il risultato finale di scelte intelligenti adottate in passato: un uomo di valore e di successo è tale prima ancora di essere un uomo di valore e di successo.

Tutto ciò a prescindere dalla propria posizione e/o dal proprio ruolo: la volontà di cambiare, di saper aspettare, la lungimiranza e la perseveranza, il duro lavoro sono qualità trasversali che possono appartenere tanto al contadino quanto al manager.

Se un uomo è chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro (M.L.King).


Ad Maiora!

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