Legge 150/2000: cosa prevede e chi fa cosa nella comunicazione pubblica?

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In breve. La legge 150/2000 è la legge quadro sulla comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Distingue l’informazione verso i media, affidata a portavoce e ufficio stampa, dalla comunicazione verso cittadini e imprese, affidata all’URP. Per le amministrazioni dello Stato prevede un programma annuale di comunicazione da inviare entro novembre e una relazione sui risultati entro il 31 gennaio. Non cita i social media, regolati per i dipendenti dal DPR 81/2023.

Chi lavora in un ufficio stampa, in un URP o in un ufficio comunicazione di un ente prima o poi deve fare i conti con la legge 150/2000. Questa guida la spiega articolo per articolo, con uno schema dei ruoli e i rimandi al testo. Per un progetto di comunicazione pubblica trovi il mio lavoro nella pagina Comunicazione istituzionale per la PA.

In questa guida

Cos’è la legge 150/2000?

È la legge 7 giugno 2000, n. 150, «Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni». Definisce cosa sono l’informazione e la comunicazione istituzionale, a cosa servono, quali strutture se ne occupano e come le amministrazioni dello Stato pianificano le campagne (testo vigente su Normattiva).

Dopo più di venticinque anni è ancora il riferimento del settore: «È ancora oggi l’unica legge quadro sulla comunicazione pubblica italiana» (N. Bonaccini, Agenda Digitale, settembre 2026).

Cosa prevede la legge 150/2000, articolo per articolo?

ArticoloContenuto
Art. 1Definisce informazione e comunicazione istituzionale (informazione ai media, comunicazione esterna, comunicazione interna) e le loro finalità
Art. 2Forme e strumenti: comunicazione non pubblicitaria, pubblicità, affissioni, manifestazioni, fiere, congressi, strumenti grafici, editoriali, informatici e multimediali
Art. 6Strutture: informazione tramite portavoce e ufficio stampa; comunicazione tramite URP e sportelli per il cittadino
Art. 7Portavoce del vertice dell’amministrazione, anche esterno, con incompatibilità per la durata dell’incarico
Art. 8Ufficio per le relazioni con il pubblico (URP)
Art. 9Uffici stampa, con personale iscritto all’albo dei giornalisti
Art. 11Programmi annuali di comunicazione delle amministrazioni dello Stato
Art. 12Piano di comunicazione annuale predisposto dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria
Sintesi dell’autore. Fonte: testo della legge 150/2000; per il testo vigente vedi Normattiva.

Chi fa cosa: portavoce, ufficio stampa e URP

FiguraSi rivolge aCompitoRequisiti e limiti
Portavoce (art. 7)MediaRapporti di carattere politico-istituzionale per conto del verticePuò essere esterno; per la durata dell’incarico non può lavorare nei settori giornalistico, radiotelevisivo e delle relazioni pubbliche
Ufficio stampa (art. 9)MediaRapporti con gli organi di informazione, con trasparenza, chiarezza e tempestivitàPersonale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti
URP (art. 8)Cittadini, singoli e associatiDiritti di informazione, accesso e partecipazione; verifica della qualità dei serviziProfili professionali definiti dalla contrattazione collettiva
Schema dei ruoli secondo la legge 150/2000, articoli 7, 8 e 9.

La distinzione tra informazione (verso i media) e comunicazione (verso cittadini e imprese) è il punto da cui partire per organizzare un ufficio. Ne parlo anche nella guida Cos’è la comunicazione istituzionale e come si pianifica.

Come funziona il piano di comunicazione previsto dalla legge?

Gli articoli 11 e 12 valgono per le amministrazioni dello Stato e seguono un calendario annuale:

  1. entro novembre ogni amministrazione invia al Dipartimento per l’informazione e l’editoria il programma delle iniziative di comunicazione per l’anno successivo;
  2. iniziative non previste sono possibili solo per particolari esigenze sopravvenute, con comunicazione tempestiva al Dipartimento;
  3. il Dipartimento predispone il piano di comunicazione annuale, approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri;
  4. entro il 31 gennaio dell’anno successivo i Ministri inviano al Presidente del Consiglio una relazione sui risultati.

Le indicazioni metodologiche del 27 ottobre 2025 specificano cosa deve contenere ogni scheda di campagna: inquadramento, obiettivi, target, contenuti, strumenti di diffusione, monitoraggio, periodo, budget e coordinamento con altre amministrazioni.

La legge 150/2000 parla di social media?

No: il testo è del 2000 e cita reti civiche e sistemi multimediali, non i social network. Le regole sull’uso dei social da parte dei dipendenti pubblici sono arrivate con il DPR 81/2023, che ha modificato il codice di comportamento. Il tema è approfondito nella guida Social media nella PA.

Nell’articolo citato, Bonaccini sostiene che per aggiornare la comunicazione pubblica non serva necessariamente una nuova legge e che le sue proposte siano «tutte praticabili nell’attuale quadro normativo».

Fonti

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