Piano di comunicazione: come si scrive? Struttura ed esempio

In breve. Il piano di comunicazione è il documento operativo che traduce la strategia in azioni con pubblici, canali, calendario, responsabili, budget e indicatori. Si struttura in otto sezioni: contesto, obiettivi, pubblici, messaggi, azioni e canali, calendario, risorse, misurazione. Per le amministrazioni dello Stato la legge 150/2000 prevede un programma annuale delle iniziative di comunicazione.

Scrivo piani di comunicazione per enti pubblici, fondazioni e imprese. In questa guida trovi la struttura in otto sezioni, come compilarla, un esempio e cosa cambia per la PA. Se vuoi scriverlo insieme, trovi il servizio nella pagina Comunicazione per la PA.

In questa guida

Cos’è un piano di comunicazione?

Il piano di comunicazione è il documento operativo che traduce la strategia in azioni: cosa si fa, per quale pubblico, su quale canale, quando, chi lo fa, quanto costa e come si misura. Copre di solito un anno o la durata di un progetto. Se la strategia non c’è ancora, conviene partire dalla guida Strategia di comunicazione.

Come si struttura? Le 8 sezioni

#SezioneDomanda a cui risponde
1ContestoDa dove partiamo? Dati, risultati passati, vincoli
2ObiettiviCosa vogliamo ottenere, misurato come?
3PubbliciChi deve sapere o fare qualcosa?
4MessaggiCosa deve ricordare ciascun pubblico?
5Azioni e canaliCosa facciamo, dove?
6CalendarioQuando, in che sequenza?
7RisorseChi fa cosa, con quale budget?
8MisurazioneCon quali indicatori, quando verifichiamo?
La struttura che uso con enti e imprese.

Come si scrive, sezione per sezione?

Contesto. Una pagina: cosa è cambiato, cosa ha funzionato l’anno prima, cosa no, con i numeri disponibili.

Obiettivi. Pochi, misurabili, con valore di partenza e scadenza. Distinguo tra output (cosa produco), outcome (cosa cambia nel pubblico) e impatto (cosa cambia per l’organizzazione), come suggeriscono i Barcelona Principles 3.0 (AMEC, 2020).

Pubblici e messaggi. Per ciascun pubblico: messaggio chiave, prove a sostegno, canale principale.

Azioni. Ogni azione ha un responsabile, una data e un indicatore. Se un’azione non serve nessun obiettivo, si toglie.

Risorse. Budget per voce (produzione, media, eventi, strumenti) e ore delle persone coinvolte, comprese quelle interne.

Misurazione. Indica fonte e frequenza di ogni dato e una data di revisione a metà periodo.

Esempio di piano di comunicazione

Esempio illustrativo per un’associazione di categoria che vuole far conoscere un nuovo servizio di formazione:

AzionePubblicoCanaleQuandoIndicatore
Guida pratica sul sitoResponsabili HR delle associateSito, newsletterGennaioLettori, download
Ciclo di 3 webinarResponsabili HRWebinar, LinkedInFebbraio–aprileIscritti, presenti
Caso di un’impresa associataTitolariRivista associativa, LinkedInMarzoLetture, richieste
Campagna di ricercaImprese non associateGoogle AdsFebbraio–maggioRichieste dal modulo
Report finaleConsiglio direttivoDocumento internoGiugnoObiettivi raggiunti

Cosa cambia per un ente pubblico?

Per le amministrazioni dello Stato la legge 150/2000 prevede un programma annuale delle iniziative di comunicazione, da inviare entro novembre al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, che sulla base dei programmi predispone il piano di comunicazione annuale approvato dal Presidente del Consiglio (artt. 11 e 12; testo della legge). Molti enti territoriali e aziende sanitarie adottano comunque un proprio piano annuale.

Per obiettivi, ruoli e strumenti specifici della PA trovi una guida dedicata: Cos’è la comunicazione istituzionale e come si pianifica.

Quali errori evitare?

  • Un piano che elenca canali e non obiettivi.
  • Nessun responsabile per le azioni.
  • Budget non indicato o indicato solo per i media, senza il tempo delle persone.
  • Nessuna data di revisione: il piano resta fermo mentre il contesto cambia.

Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un piano di comunicazione?

Il necessario per essere usato: spesso 8–15 pagine con una tabella di azioni che il team consulta davvero.

Chi deve approvarlo?

Chi ha la responsabilità degli obiettivi e del budget: la direzione in un’impresa, il vertice politico o amministrativo in un ente.

Che differenza c’è con il piano editoriale?

Il piano editoriale è una parte del piano di comunicazione: il calendario dei contenuti su uno o più canali.

Fonti

Ti serve aiuto su questo tema?

Applichiamo il metodo alla tua organizzazione

Descrivi l’esigenza: ti rispondo entro 24 ore.

Guide correlate